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Console

Hyper Light Drifter – Recensione Ps4

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La nuova generazione di console ha portato con sé diverse novità.

Tra queste, oltre al comparto tecnico, vi è stato un vero e proprio boom di giochi cosiddetti “indie”, ovvero titoli sviluppati da piccoli team e rilasciati, generalmente, solo in formato digitale.

Firewatch, The Witness, Rebel Galaxy, Everybody’s Gone to the Rapture, e così via dicendo.

Tutti giochi che, nonostante il loro budget ristretto, sono riusciti a far breccia nel cuore dei videogiocatori.

Hyper Light Drifter fa parte di questa categoria, con tante peculiarità che lo distinguono dalla massa. Un omaggio ai giochi che fecero la storia, come The Legend of Zelda: A Link to the Past e Diablo. Il tutto con una grafica in pixel art, inspirata ai gloriosi 8bit e 16bit.

Volete saperne di più? Allora continuate nella lettura!

 

Un mondo in rovina

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Iniziamo dalla storia.

Hyper Light Drifter possiede una trama che viene spiegata solo ed esclusivamente attraverso immagini, le quali ci vengono proposte da alcuni personaggi che incontreremo durante il nostro viaggio.

La storia che ci viene presentata ci parla di un mondo caduto in rovina a causa di un esperimento che non ha dato i risultati sperati. Le conseguenze sono state catastrofiche, con un’enorme esplosione, ed una successiva guerra, che hanno sconvolto il pianeta.

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Nel gioco ci ritroveremo nei panni di un Drifter, un individuo in grado di utilizzare una tecnologia dimenticata, ormai, da tanto tempo. Nostro compito sarà quello di salvare il mondo mentre combattiamo, allo stesso tempo, una misteriosa malattia.

Come detto in precedenza, il titolo è privo di qualsivoglia dialogo. Ogni interazione che faremo nel corso del nostro viaggio ci verrà presentata attraverso una sequenza di immagini che ci aiuteranno a capitare la storia di quel particolare luogo o di quel determinato personaggio.

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Ma è da considerarsi un difetto? Non proprio. Il fatto di non possedere alcun testo riesce a creare intorno alla storia un alone di mistero, il quale si tramuta in curiosità da parte del giocatore. Questo riesce a spingerlo a cercare ogni segreto, ad esplorare ogni zona nei minimi particolari per scoprire di più sul mondo di Hyper Light Drifter.

 

Combattimenti frenetici

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Il gameplay di Hyper Light Drifter risulta piuttosto frenetico, complice della quantità di nemici su schermo e delle abilità del protagonista.

I comandi sono semplici ma intuitivi:

  • Quadrato per gli attacchi corpo a corpo;
  • X per spostarsi velocemente;
  • Triangolo per interagire;
  • Cerchio per cambiare arma;
  • L2 per mirare ed R2 per sparare;
  • L1 per la cura;
  • R1 per utilizzare granate.

I combattimenti risultano impegnativi, ma soddisfacenti. La difficoltà è abbastanza calibrata, grazie ad una curva di apprendimento piuttosto lineare. I nemici sono vari, ed ognuno ha differenti pattern di attacco. Affrontarli non è una cosa semplice, visto che il più delle volte saremo da soli contro un numero sempre crescente di avversari differenti. Questo porta il giocatore ad essere cauto nella scelta dell’approccio al combattimento, dove ogni colpo, ogni passo ed ogni utilizzo di oggetti curativi o granate può essere determinante per la vittoria o la sconfitta.

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A proposito di sconfitte, nel gioco morirete spesso. Non solo a causa dei nemici, ma anche dei livelli pieni di insidie. Ci sono diverse sezioni platform:

  • Parti nelle quali dovrete attivare dei meccanismi per far apparire piattaforme che vi permetteranno di raggiungere zone altrimenti inaccessibili;
  • Ostacoli in movimento dove sarete portati a pensare al momento giusto per muovervi in modo da non essere schiacciati e uccisi.

Non potevamo mancare, poi, i boss di fine livello. Gli scontri con questa tipologia risultano essere davvero epici, pur alzando in maniera piuttosto marcata il livello di difficoltà. Oltre ai loro attacchi, infatti, essi si ritroveranno affiancati da nemici di basso livello, rendendo lo scontro caotico ed impegnativo.

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Arte in movimento

E che dire dell’ambientazione? Beh, la grafica creata in Pixel Art non ha assolutamente niente da invidiare rispetto ai titoli tripla A.

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Ogni livello è stato realizzato con cura e presentano molte sezioni nascoste, dungeon e zone aperte che brulicano di nemici e pericoli.

Sono quattro le aree che ci ritroveremo ad esplorare. Ognuna si differenzia molto dall’altra, sia per quanto riguarda il level design, sia per la presenza o meno di dungeon. La cosa particolare è che queste ambientazioni sono in grado di darci un’ulteriore sguardo alla guerra che è stata combattuta in passato. Sono visibili, infatti, sia ai nostri occhi che a quelli del Drifter, la devastazione che è stata causata nello scontro tra i Titani, e le diverse razze presenti nel mondo.

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Ad aggiungere un tocco in più ci pensano poi le musiche di gioco. Queste sono in grado di infondere in noi diverse emozioni: dalla malinconia alla tristezza, dalla rabbia alla desolazione, e così via.

Merito della grafica, capace di regalare stupore e quel senso di “retrò” che rende Hyper Light Drifter indimenticabile.

Dalle animazioni, agli effetti particellari, fino ad arrivare ai suoni di armi e nemici: tutto è stato creato inspirandosi, come detto dagli sviluppatori, a giochi quali Zelda e Diablo.

La longevità, infine, non è da meno: per riuscire a scoprire tutti i segreti, portare i potenziamenti al massimo e quant’altro, vi ci vorranno tra le 15 e le 20 ore di gioco.

 

Un viaggio indimenticabile

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Hyper Light Drifter un’avventura che non potete farvi sfuggire.

E’ un titolo che riesce a trasmettere tutto l’impegno, la passione e la dedizione che lo studio Heart Machine ha impiegato per riuscire a creare un’esperienza capace di stupire sotto tutti gli aspetti.

Un indie in grado di differenziarsi dalla concorrenza grazie all’impatto emotivo che riesce ad avere sul giocatore.

Un’avventura che lascia il segno, grazie ad un uso sapiente della grafica in Pixel Art e delle componente sonora.

Assolutamente consigliato.