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La Terra di Mezzo: L’Ombra della Guerra – Recensione Ps4

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L’Ombra della Guerra è un gioco che nei mesi priori alla sua uscita ha generato non poche aspettative.

Il primo capitolo, con il suo sistema nemesis, era riuscito a creare qualcosa di unico e diverso, rendendo l’esperienza differente da giocatore a giocatore. Con questo seguito, gli sviluppatori hanno voluto osare, ampliando e migliorando ciò che c’era di buono nell’Ombra di Mordor.

Un titolo che aggiunge tanta carne al fuoco, eliminando alcuni difetti che affliggevano il predecessore.

Volete saperne di più? Allora continuate nella lettura!

 

Distruggere il nemico dall’interno

L’Ombra della Guerra riprende da dove si era concluso L’Ombra di Mordor. Talion e Celebrimbor sono intenti a forgiare un nuovo anello del potere così da sconfiggere definitivamente Sauron e salvare la Terra di Mezzo. Ma, com’è facile intuire, un simile strumento porta con sé enormi rischi. Rischi che i nostri eroi dovranno affrontare un passo alla volta.

La storia pensata per questo seguito riesce ad intrattenere il giocatore, grazie a dialoghi quasi mai banali e una buona varietà di personaggi principali e non. Ritroveremo così vecchie conoscenze come Ratbag e Gollum, mentre avremo l’occasione di conoscerne di nuovi, come Idril, figlia del capitano Castamir di Minas Ithil. Tutti ben caratterizzati, grazie anche all’incredibile doppiaggio completamente in italiano che riesce a trasmettere ogni singola emozione del personaggio. Ognuno di loro possiede, inoltre, delle missioni secondarie grazie alle quali potremo apprendere di più sul loro passato e ciò che spinge questi combattenti a continuare la loro lotta. Non solo quest, ma anche tante informazioni consultabili tramite il menù di gioco.

Gli sviluppatori non si sono, però, dimenticati del legame tra Talion e Celebrimbor. Nel corso della nostra avventura avremo modo di vedere più nel dettaglio le loro motivazioni per sconfiggere Sauron. Un aspetto molto importante, poiché è dalla loro alleanza che gira tutta la storia del gioco.

 

Gloria al Lucente Signore

La novità più importante de L’Ombra della Guerra è la possibilità di creare il proprio esercito. Il sistema nemesis è stato ampliato a dismisura: adesso i capitani nemici non solo daranno la caccia a noi, ma anche ai nostri seguaci. Questi ultimi, a loro volta, possono salvarci da situazioni senza via di scampo, creando così dei legami col nostro personaggio. C’è una varietà molto buona di capitani e comandanti. In questo modo, ogni scontro risulterà diverso dall’altro. Ognuno possiede dei punti di forza e deboli specifici, e starà a noi sfruttare al meglio le conoscenze a nostra disposizione. Sconfiggerli, però, non sarà sempre un compito semplice. Anche nel caso in cui si acquisiscano le informazioni necessarie per avere la meglio, potremo essere colti di sorpresa mentre attacchiamo dei nemici o rimaniamo di nascosto per eludere la sorveglianza. L’utente viene dunque spronato a rimanere sempre vigile in ogni momento. Anche perché, i nostri alleati possono tradirci, ribaltando completamente le sorti di uno scontro.

Il titolo dà comunque una libertà ineguagliabile sul come affrontare la propria avventura. Le tattiche che si possono mettere in atto sono davvero tante, permettendo un gameplay vario e sempre fresco. Nella mappa sono infatti disseminati svariati oggetti capaci attivare trappole di vario genere a seconda delle nostre necessità: barili esplosivi, fuochi, esche, trappole, ecc. L’Ombra della Guerra è un gioco che punta tanto sulla tattica. Buttarsi semplicemente nella mischia senza conoscere il proprio nemico e senza aver prima studiato i punti cruciali della mappa, può rivelarsi fatale. Visto l’alto numero di orchi presenti nell’ambiente, ritrovarsi circondati è questioni di pochi secondi. Ma grazie agli strumenti a nostra disposizione, una simile disgrazia è facilmente evitabile:

  • Le esche, se fatte scattare, possono far arrivare animali selvatici che terranno occupati i nemici;
  • Avvenelare le riserve di grog farà sì che i nemici si scaglino l’uno contro l’altro, creando scompiglio tra le file nemica;
  • Si può utilizzare l’anello del potere per piegare la volontà dei nemici, facendoli diventare nostri alleati. Agli occhi del resto degli orchi, i nostri servitori rimarranno immutati fino a quando non saremo noi a dare il comando per far sì che si ribellino.

Tutto questo non fa altro che giovare il gameplay, il quale difficilmente risulta ripetitivo.

Monolith Productions ha svolto un lavoro davvero eccezionale in tal senso, garantendo ore ed ore di gioco senza dare un continuo senso di déjà vù.

 

Un potere incredibile

I comandi in questo nuovo capitolo sono pressoché uguali a quelli visti nel predecessore:

  • Quadrato per gli attacchi corpo a corpo;
  • Dorsali per l’arco/martello;
  • Triangolo per i contrattacchi;
  • X per correre/schivare;
  • Cerchio per le abilità dell’anello.

Il combattimento è ora molto più intuitivo e meno ripetitivo che in passato. Questo grazie alla possibilità di equipaggiare armi diverse. Ognuna di queste, siano esse spade lunghe, corte, archi e quant’altro, possiede dei potenziamenti che possono essere acquistati solo dopo aver soddisfatto determinati obiettivi. Questi obiettivi possono consistere, ad esempio, nell’uccidere 3 nemici senza essere individuati. Fatto questo, sarà possibile acquistare l’upgrade tramite la valuta di gioco, ottenendo così bonus e poteri speciali (esempio: dopo un determinato numero di combo sarà possibile incendiare i nemici). Un’aggiunta molto gradita e della quale si sentiva la mancanza nell’Ombra di Mordor. In questo seguito ritroveremo inoltre le abilità speciali tramite la combinazione di tasti, come x più triangolo oppure x più cerchio.

Tutte queste migliorie vanno ad aggiungersi alla progressione del nostro personaggio. Ogni livello raggiunto ci garantirà dei punti abilità, i quali possono essere spesi nella sezione apposita. Ogni abilità ha inoltre diverse migliorie che si andranno ad aggiungere a quella standard.

E’ evidente come gli sviluppatori si siano dati da fare per limare tutti quei difetti che hanno afflitto il capitolo precedente. Imparare dai propri è una capacità che non tutti possiedono e con L’Ombra della Guerra, i ragazzi di Monolith Productions hanno dimostrato di avere spirito di autocritica.

 

Un mondo vivo

Per quanto il termine “vivo” non si adatti alla perfezione con Mordor, esso può farvi capire la cura e l’attenzione ai dettagli posta dagli sviluppatori per questo seguito.

Ogni zona che visiteremo è molto ben caratterizzata. Le mappe sono piuttosto ampie e presentano caratteristiche tipiche a seconda dell’area in cui ci troviamo, come per esempio geyser, fiumi ghiacciati e così via.

Andando a toccare punti più tecnici, L’Ombra delle Guerra presenta una grafica di tutto rispetto. Le animazioni sono molto curate, risultando fluide sia nei movimenti che nei combattimenti, lasciando alle spalle quella legnosità presente nel primo episodio. I personaggi principali sono stati realizzati con una cura maniacale. Ed è un peccato vedere come ci sia un’ampia disparità con quelli secondari, in particolar modo con i capitani orchi, i quali presentano texture non sempre all’altezza. Stesso discorso per alcune texture ambientali.

Effetti di luci ed ombre invece sono molto buoni, così come anche quelli particellari. D’altronde questi aspetti ricoprono un ruolo fondamentale nel gioco.

Menzione speciale per il fuoco, il quale si propaga intorno all’ambiente circostante, andando a “colpire” non solo oggetti, ma anche nemici ed alleati.

 

Fortezze apparentemente inespugnabili

Un’altra novità importante di questo seguito sono le fortezze ed i relativi assedi. Queste sono presidiate dai comandanti, che a loro volta devono obbedire al Reggente. Quest’ultimo è, per così dire, il boss di fine livello.

I comandanti delle fortezze giocano un ruolo fondamentale, poiché sono loro ad attivare o meno i potenziamenti nel corso degli assedi. Il giocatore ha la completa libertà nel decidere se uccidere i comandanti, rendendo l’assalto molto più facile, oppure affrontare la sfida con tutte le difficoltà del caso.

Ogni forte ha un suo livello che ne determina la difficoltà. Prima di ogni assedio, ci sarà richiesto di scegliere i nostri comandanti. A seconda della loro esperienza, e degli upgrades che sceglieremo, il nostro livello salirà.

Questo tipo di battaglie presentano un’elevata azione su schermo, con tanti orchi intenti ad uccidersi l’un l’altro, esplosioni, drachi, ecc. Tutta una serie di elementi che rendono l’esperienza epica, facendoci davvero sentire all’interno di un conflitto su vasta scala.

 

Tante attività da svolgere

Le missioni secondarie rappresentano una buona fetta dell’esperienza complessiva del gioco. Queste sono svariate, e, oltre a quelle elencate qualche riga sopra, ci sono anche altri tipi che possono consistere in:

  • Risolvere puzzle;
  • Decifrare parole;
  • Trovare oggetti appartenenti alla storia della Terra di Mezzo.

Tutto questo, insieme alla campagna principale, vi garantiranno una longevità compresa tra le 40 e le 50 ore di gioco.

Piccola nota per quanto riguarda la parte finale de L’Ombra della Guerra visto il putiferio che ha generato. Non è assolutamente necessario dover acquistare forzieri per riuscire a finire questa fase. Sì può tranquillamente affrontare semplicemente facendo salire di livello noi e i nostri seguaci.

Le missioni secondarie non riguarderanno solo l’esperienza single-player. Nel mondo di gioco diventeranno disponibili le faide online. In pratica, quando un utente viene ucciso da un orcho, la faida diventerà accessibile sulle mappa. Potremo quindi andare all’interno del mondo di quell’utente per vendicarne la morte. Dovessimo riuscire nell’intento, verremo ricompensati con equipaggiamento e forzieri.

Ci sono anche gli assedi online, dove al giocatore viene data la possibilità di attaccare il forte di un altro utente, ognuna con i propri comandanti e potenziamenti.

 

L’Ombra della Guerra

L’Ombra della Guerra è un gioco che ci sentiamo fortemente di consigliare.

Questo seguito dell’allora acclamato Ombra di Mordor ha seguito la formula “bigger is better”. Una scommessa non sempre vincente, ma che in questo caso gli svilupatori son riusciti a vincere grazie all’eliminazione dei difetti del primo capitolo. Un titolo immenso, epico, capace di intrattenere il giocatore per tutta la sua durata ed anche oltre. Questo grazie al nemesis system, il quale fa sì che tutte le nostre azioni abbiano un impatto coerente col mondo di gioco, oltre a fornire scontri impegnativi e mai scontati.

In definitiva, L’Ombra della Guerra è un open-world che non solo ha mantenuto le aspettative, ma le ha superate, regalandoci un’avventura che difficilmente dimenticherete.

 

 

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