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Moto G6 Plus – Recensione

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#MeglioMotoG

Finalmente Moto G6. Nella fattispecie la versione Plus, ovvero la top del medio-gamma di Motorola. E ancora una volta, sì: è meglio Moto G.

Nel corso degli anni la famiglia G dei Motorola è entrata nel cuore – e nelle tasche – di tantissime persone. Qualità costruttiva eccellente, performance ottime e prezzo contenuto: questa la ricetta del successo. E questo Moto G6 Plus non fa eccezione.

Ho avuto modo di utilizzare questo smartphone per quasi un mese. Provandolo in situazioni ordinarie e straordinarie. Tralasciando le questioni e le informazioni puramente tecniche, tuttavia, penso sia utile concentrarsi su cosa mi è piaciuto e ho trovato interessante. Così come alcuni aspetti non del tutto soddisfacenti.

 

Qualità costruttiva

Uno dei punti sicuramente a favore di questo Moto G6 Plus – che da ora chiamerò solo Moto – è la qualità costruttiva, materiali inclusi.

Il retro di questo Moto è realizzato interamente in vetro con un effetto ottico davvero bello nella colorazione blu, che a seconda della luce riflette tonalità dall’azzurro al nero. La scocca, poi, nonostante sia di plastica, si fonde perfettamente con il retro e contribuisce a rendere questo smartphone solido e piacevole da utilizzare. La fotocamera posteriore – due moduli con un flash che ricordano una emoji – , invece, è molto sporgente, ma utilizzando una semplice cover non risulta fastidiosa.

Meno bella la parte anteriore, che risulta un po’ datata, con cornici anche troppo spesse per il 2018.

 

Display

Un altro degli aspetti che mi ha convinto di più è il display. Generalmente, nei telefoni medio-bassi di gamma i due elementi che più risentono del taglio dei costi sono la fotocamera e lo schermo.

Prima di provarlo, quindi, le mie aspettative erano tutto sommato basse. In realtà, però, Moto è stato in grado di sorprendermi. Con i suoi 5,9 pollici ed una risoluzione da 2160 x 1080, il display è molto luminoso e tarato in maniera davvero buona con colori saturi al punto giusto. Anche alla luce del sole i risultati sono soddisfacenti. Un’unità davvero ottima per la fascia di prezzo.

Nonostante sia IPS, poi, non mancano le funzioni Moto Display ed Always On, di cui però parlerò a breve.

 

Batteria

Ancora al 45%? Più volte nel corso di questi giorni mi sono trovato ad esclamare frasi del genere. Questo Moto, infatti, ha davvero una batteria infinita. 3200 mAh, uniti al display IPS e al processore non troppo energivoro garantiscono un’autonomia davvero ottima. Non solo non mi sono mai trovato a secco prima della tarda serata – diciamo anche notte -, ma nelle giornate meno intense sono riuscito ad arrivare ai due giorni di utilizzo.

 

Software

Ultimo aspetto fra quelli che ho apprezzato maggiormente è il software.

Per gli smartphone Android lo si sa, la differenza fra uno performante e uno laggoso, a parità di potenza, quasi sempre la fa il SO. I processori, la RAM e compagnia bella, per quanto potenti spesso non riescono a tenere il passo della skin di Android, con risultati che il più delle volte fanno storcere il naso. Specialmente nella fascia di questo Moto, ovvero quella media.

Tuttavia, Motorola, o meglio Lenovo, ha da tempo adottato una strategia a mio parere molto interessante. Il software alla base del Moto G6 Plus è Android 8.0 Oreo modificato. E fin qui tutto normale. Le modifiche che però Motorola ha apportato al sistema sono davvero esigue, restituendo una esperienza pressoché stock di Android. Simile ai Pixel, per intenderci.

Niente app doppie – sì, Samsung dico a te -, niente di superfluo. I cambiamenti di Motorola, infatti, sono racchiusi all’interno della app Moto, e non vanno a sostituire o duplicare funzioni, ma ad aggiungerne di altre.

Come già accennato prima, fra le più interessanti abbiamo Moto Display che permette di utilizzare il display quando lo smartphone è in standby. Carine anche le Moto Actions, che permettono di utilizzare il tasto home al posto della barra di navigazione. Aspetto per nulla di secondo piano venendo da iPhone X che vive di gestures.

Abbiamo poi Moto Key che permette di memorizzare password e Moto Voice come assistente vocale, che però soffre terribilmente il confronto con Google Assistant ed è ancora in una fase Beta.

Tutto qui, niente di superfluo o esagerato. E il risultato, infatti, è un software che gira molto bene e che eccetto qualche piccolo lag – dovuto più alla mancata ottimizzazione di certe app di terze parti– non si impunta quasi mai.

 

Fotocamera

Passiamo ora a ciò che mi è piaciuto meno. Poche cose a dire la verità.

Uno di questi, il principale, è la fotocamera. Anche in questo caso, come per il display, non mi aspettavo niente di eccezionale. Però, dopo essere stato smentito dallo schermo, credevo che anche la fotocamera avrebbe fatto lo stesso. Invece no.

Non che in quel di Motorola non ci abbiano provato. Sia chiaro. Infatti, l’app è davvero ben fatta con molte funzioni: Ritratto, Colore Campione, Panorama, Scanner di testo, così come Rallenty e Time Lapse per i video e l’integrazione con Google Lens.

Nonostante tutto ciò, però, i risultati lasciano un po’ a desiderare. Le foto non sono quasi mai da wow, e le uniche soddisfazioni sono riuscito ad averle utilizzando la Camera di Google e la funzione ritratto, in cui l’algoritmo utilizzato da Google riesce a sopperire alle carenze della fotocamera.

La doppia fotocamera, poi, non migliora molto la situazione e viene da chiedersi se sia davvero necessaria in un prodotto del genere e non sia solo marketing.

Detto questo, comunque, non sto parlando di una camera terribile. Diciamo che se il display era andato oltre le aspettative, in questo caso non è successo e tutto si è mantenuto nella norma per la fascia media.

Anche per quanto riguarda i video niente di eccezionale: le immagini non sono male, ma audio pessimo e stabilizzazione praticamente assente ne abbassano in maniera importante la qualità.

Nella gallery qualche foto scattata, sia dalla camera stock che dalla Google Camera.

 

Audio

Anche in questo caso, come per la fotocamera, non manca la volontà ma la sostanza. L’audio di questo Moto, infatti, lascia  a desiderare nonostante infiniti settaggi possibili lato software. La singola capsula, con funzione sia auricolare che altoparlante non fornisce un audio né potente né chiaro o definito. E i microfoni non aiutano quasi per niente quando si registra un video.

Fortuna che in basso c’è il jack per le cuffie.

 

Design

Ultimo aspetto di cui sono rimasto un po’ deluso è il design. Come già accennato, sebbene la parte posteriore con il vetro e il colore cangiante sia molto interessante, lo stesso non vale per quella anteriore. Bordi spessi, specie quello inferiore, che lo rendono un po‘ datato e non troppo attraente. Anche il logo Motorola, poi, posto sopra il tasto home, passati i primi 10 minuti nostalgici, diventa un po’ pesante.

Altra soluzione che mi ha lasciato perplesso, infine, è il posizionamento dei tasti. Sia il volume rocker che il tasto sleep sono posti sullo stesso lato e sebbene quest’ultimo sia zigrinato, beccarlo al primo colpo è quasi una impresa.

 

Conclusioni

Come già detto in principio: Meglio Moto G. Ancora una volta Motorola è riuscita a realizzare un prodotto che nonostante il prezzo sa regalare delle soddisfazioni e che non lascia mai a piedi. 

Certo, non è tutto rose e fiori e la fotocamera, così come alcune scelte a livello di design lo dimostrano. Il risultato però è uno smartphone solido, con un’ottima autonomia, un bel display e qualche chicca software.

Insomma, un Best Buy, come dicono quelli bravi, sotto i 300 euro.

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