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Quanto costa un “like” all’ambiente?

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Quanto inquinano smartphone e social network ?  Quanto costa un like alla Terra? Scopriamolo.

Coltan: il costo in vite umane della tecnologia

Terre rare all’interno di un cellulare

Per quanto riguarda la produzione di smartphones, il costo più grande per il pianeta è l’utilizzo di risorse rare ed in esaurimento: uno dei materiali fondamentali utilizzati per la realizzazione di smartphones .

Capacitori tantalum a base di coltan, basta aprire un qualsiasi dispositivo elettronico per vederne a decine. Match (not a banana) for scale.

Con il termine coltan si identifica la columbo-tantalite, un minerale di superficie, presente in varie forme. Quella più rara viene utilizzata per la realizzazione di numerosi dispositivi elettronici, ragione per cui è diventato un minerale di grande interesse e di grande utilizzo, ma con una produzione annua di solamente circa 1500 tonnellate (per intenderci, circa 9 volte quella di Parmigiano Reggiano). I maggiori giacimenti di coltan si trovano in Africa, in particolare in Nigeria e in Congo. Con l’utilizzo sempre più diffuso di questo materiale, e quindi con l’aumentare del suo valore economico, si è accesa una lotta per il monopolio di questa importante risorsa, fino a sfociare in una vera e propria guerra, in particolar modo nella Repubblica Democratica del Congo, dove la produzione è ormai interamente gestita da gruppi armati e signori della guerra locali, che instaurano rapporti con società cinesi e kazake, le quali si occupano della distribuzione. Il suo commercio, però, non è legale sui mercati legati a Wall Street. Problema facilmente aggirabile: basta non esservi presenti. Pensiamo, ad esempio, alla Samsung: basta rapportarsi con una società d’appoggio estera per l’assemblaggio dei prodotti e la regola del mercato USA è aggirata.

Il coltan. Foto via energycue.it

Violenza, sfruttamento, intere popolazioni ridotte in schiavitù solo per l’estrazione di questo costosissimo minerale, la cui importanza e il cui valore è aumentato dal fatto che è un materiale presente in quantità limitata. La sua rarità, insieme al bassissimo tasso di riciclo dei dispositivi tecnologici (approfondiremo anche questo aspetto), porta ad una difficoltà di reperimento sempre maggiore, a discapito, ovviamente, dei congolesi.
Questa situazione potrebbe sfociare nel fatto che il governo cinese, che gestisce la maggior parte di questi giacimenti, sarebbe pronto a lanciare un bando all’ esportazione di questi minerali negli USA come risposta all’attacco statunitense a Huawei, fatto che metterebbe in ginocchio la produzione americana di apparecchi elettronici.

Inquinamento atmosferico

Per rispondere alla domanda “Quanto inquinano smartphone e social network” non si può non considerare l’inquinamento atmosferico.


Questa tabella ci mostra il costo in termini di gas serra (GHG) di alcuni smartphone e la quantità che ne viene prodotta nelle varie fasi della vita.

Il primo campo, E&M, sta per estrazione e manifattura delle materie prime, Trans è il trasporto, Use è l’utilizzo e l’ultimo campo indica il quantitativo di GHG relativo alla fase finale del ciclo vitale. L’unità di misura sono i kg Co2-eq, in poche parole a quanta CO2 sono equivalenti le produzioni di GHG di quello smartphone. Prendiamo come esempio un IPhone6 e vediamo che produce 95 kg-CO2-eq. Moltiplichiamo per i circa 220 milioni venduti e otteniamo il “costo” del modello. Per capire di quanto si sta parlando userò il paragone suggeritomi del mio vicino di casa: ipotizziamo di avere tantissime fiat Panda che producono circa 130 g/km di CO2 (dati FIAT); ipotizziamo ora di partire da Trento e voler raggiungere Reggio Calabria (circa 1200km): otteniamo che dal loro lancio gli iphone6 hanno prodotto la stessa quantità di GHG di 130 milioni di fiat panda che percorrono la nostra tratta. Per inciso: la Panda è una tra le auto a benzina meno inquinanti. Ah, ogni anno esce un IPhone nuovo.

Ci sarebbero da considerare altri fattori come i server che sostengono i social networks e tutti gli apparati di rete come le antenne, il cablaggio ecc… ma tralasciamoli per semplicità (potete vedere tutto nei minimi dettagli nell’articolo di Suckling e Lee )

Lo smaltimento dei dispositivi elettronici

Un ottimo modo per ridurre l’utilizzo di coltan, di terre rare in generale sarebbe quello del riciclo. Se ci pensate tutti noi abbiamo almeno 2 o 3 telefonini in casa, per scorta, per caso o per pigrizia. Oggi in Europa il tasso di riciclo degli smartphones è però solo tra il 4% ed il 6%.

Foto via lecafedugeek.fr

Molti dei nostri cellulari vengono destinati a mercati secondari e paesi come India o Cina, dove un nostro smartphone può essere venduto a buon prezzo oppure smontato e riutilizzato come componenti elettronici o come fonte di materie prime. Questo processo è molto conveniente alle aziende. Avete mai sentito di offerte del tipo “consegna il tuo vecchio smartphone e avrai il nuovo modello a 100$ in meno”? Ecco spiegato perché.
Inoltre nel 2008 l’Italia si è adeguata alla Normativa europea (del 2003) introducendo la tassazione RAEE(Rifiuti Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) che toglieva dai Comuni il costo dello smaltimento e aggiungeva una piccola tassa di alcuni euro al prezzo di ciascun dispositivo elettronico. Questa nuova legislazione permetterebbe il riciclo fino all’eccezionale 99% dei materiali di alcuni prodotti elettronici. Purtroppo, però, richiede che ciascun consumatore getti tutti i suoi rifiuti elettronici nei punti predisposti dal comune, cosa che spiega perché, nonostante tutto ciò, al posto che un tasso di riciclo del 99%, si ha solo, come riportato sopra, un tasso del 4-6%.

Alcuni esempi

Un esempio molto interessante e negativo sono le AirPods. IFixIt, società che si occupa della riparazione di microcomponenti, ha indicato come sia quasi impossibile la riparazione e impossibile (a meno di costi enormi) il riciclo per via delle ridotte dimensioni, per la presenza di colla come saldante tra le varie parti e per via delle batterie al litio che ne impediscono la triturazione.

Fairphone 2

Un esempio positivo di sostenibilità è, invece, la compagnia FairPhone. La società sostiene di creare smartphones completamente “equo-solidali“, utilizzando solo materie prime prodotte nel rispetto dei lavoratori.

“Quanto inquinano” I social network?

Dopo esserci dedicati alla parte hardware ora occupiamoci dello environmental impact del software: i social networks nel nostro caso. Visto che ormai sono affezionato, userò ancora il paragone alle automobili. “Dal punto di vista dei consumi, nel 2011 Facebook ha utilizzato qualcosa come 532 milioni di kWh – in pratica quelli prodotti in un anno da tre centrali idroelettriche di medie dimensioni – rilasciando nell’atmosfera 285.000 tonnellate di CO2, equivalenti a quelli rilasciati da 100.000 auto di piccola cilindrata che percorrono 30.000 km l’una.”  Considerando quanto dal 2011 sia cresciuto Facebook (ad esempio acquisendo Instagram), possiamo immaginare un aumento vertiginoso di questi dati. Ma da dove vengono questi consumi? La componente più importante è l’alimentazione ed il mantenimento dei server. Questi, infatti, oltre che di impianti di condizionamento (si parla di temperature che devono restare tra i 20 ed i 25 gradi), necessitano di una grandissima quantità di energia elettrica 24/7.

Una server farm. Foto via Daily Mail

Google ha dichiarato di essere in grado di abbattere questi costi con nuovi sistemi di raffreddamento e nuove tecnologie elettroniche.

References:

https://www.focus.it/ambiente/natura/quanto-inquina-facebook06082012-41444

https://www.corriere.it/esteri/17_aprile_13/inferno-coltan-2adccda8-2218-11e7-807d-a69c30112ddd.shtml

https://www.theguardian.com/world/2018/apr/03/millions-flee-bloodshed-as-congos-army-steps-up-fight-with-rebels-in-east

Suckling, J. & Lee, J. Int J Life Cycle Assess (2015) 20: 1181. https://doi.org/10.1007/s11367-015-0909-4

PDF:(https://link.springer.com/article/10.1007/s11367-015-0909-4)