Connect with us

Blog

Recensione Freewrite Astrohaus

Pubblicato

il

Treccani definisce velleità come:

 

Aspirazione, desiderio, o proponimento che non hanno effettive possibilità di realizzazione, in quanto non sussistono per lo più capacità adeguate o la volontà e l’impegno necessari.

 

Sono alcune settimane che utilizzo Freewrite di Astrohaus. E, beh, di velleità, questo oggetto ne ha tante. Da quelle artistiche, a quelle tecniche. Propositi che però rimangono, appunto, incompiuti. Almeno quasi tutti.

Partiamo dal principio. Cos’è Freewrite? Da un punto di vista tecnico è una tastiera meccanica con schermo e-ink e connetività wifi.

Da altri punti di vista, invece, Freewrite rappresenta la manifestazione tangibile delle velleità artistiche  – ma anche hipster – di ognuno di noi.

Non c’è niente di quello che fa questa tastiera che non possa essere fatto con un computer. In maniera più o meno bella, e più o meno soddisfacente. Ma insomma, con qualsiasi computer si può scrivere un testo.

Però, beh, un computer non è Freewrite perché un computer non ha le velleità di Freewrite. 

 

Perché e per chi, quindi, esiste questa tastiera?

Intanto, per spiegare il perché della sua esistenza, bisogna fare un passo indietro. Il computer è uno strumento per scrivere. E lo si usa per scrivere qualsiasi cosa. Però, specie a seguito dell’avvento di internet, il computer è diventato complesso, quasi caotico con le sue mille distrazioni. Ci sono molte persone, quindi, che vogliono – o devono – scrivere ma non riescono a farlo in un ambiente pieno di distrazioni. Un altro aspetto, poi, è che quasi tutti i computer hanno tastiere scomode da usare. E ci sono altre persone che hanno desiderio – e necessità – di un certo tipo di tastiera per poter scrivere al meglio. O anche solo per poterlo fare.

Riassumento, quindi, Freewrite nasce prima di tutto come realizzazione di un desiderio e una necessità di una piccola parte di pubblico.

Per come la vedo io, poi, è anche un bellissimo esercizio di stile dell’azienda Astrohaus. Perché il modo in cui ha scelto di materializzare questo desiderio è estremamente particolare e ammicca non poco anche a quella fetta di pubblico che, più che necessità di scrittura, ha velleità di scrittura. Come il sottoscritto.

Per chi è, quindi? Per pochi, per tutti e per nessuno. Per pochi, quei pochi, che vogliono uno strumento per scrivere privo di distrazioni e funzionale.

Per tutti perché, in fondo, tutti vogliamo essere diversi ma essere riconosciuti. E un oggetto del genere sembra fatto apposta per ricevere domande e attenzioni. Un modo un po’ particolare per soddisfare quel desiderio di attenzione e realizzazione che tutti – chi più nascosto, chi meno – abbiamo.

Però, è anche per nessuno. Perché costa tanto, e perché – in fondo – ci sono altri modi per fare ciò che fa Freewrite.

Ora, comunque, mi sono dilungato anche troppo in velleità – le mie – filosofiche. Quindi, vediamo un po’ di analizzare per bene questa tastiera tanto speciale e unica.

Come nasce Freewrite

Cominciamo con un po’ di storia.

Astrohaus decide di avviare una campagna kickstarter per realizzare una tastiera meccanica con schermo e-ink e wifi. Il nome è Hemingwrite. E prende ispirazione da Hemingway e dal suo modus operandi, basato sulla realizzazione di una prima stesura cui poi lo scrittore lavora e da cui infine si ottiene il risulato finale. Un modo particolare di approcciare la scrittura, con testi scritti di getto e rivisitati a mente fredda.

La campagna è un successo è Freewrite entra in produzione. Da quella prima versione Astrohaus realizzerà un modello migliorato di Freewrite che è quello attualmente in commercio. Al momento, inoltre, è attiva una seconda campagna di crowdfounding per il secondo prodotto dell’azienda: Traveler. Una versione più snella della Freewrite.

Hardware

Ma andiamo adesso un po’ più nello specifico.

Come dicevo, la tastiera è meccanica. In particolare, abbiamo tasti Cherry MX Brown e keycaps ABS: una soluzione di qualità e ben collaudata. Il feedback è, infatti, ottimo e il suono che produce davvero bello. Nell’insieme utilizzarla è molto soddisfacente.

Lo schermo è un e-ink illuminato diviso in due finistre, la prima nella quale visualizziamo il testo e una seconda, più sottile dove troviamo informazioni utili fra cui orologio, conteggio caratteri o informazioni sull’account.

Il telaio è realizzato in metallo.
Nella parte superiore abbiamo il pulsante di accensione e due switch che permettono di selezionare le cartelle di salvataggio dei documenti e le impostazioni del wifi.

Per quanto riguarda quest’ultimo abbiamo un modulo 2.4 ghz.

La batteria integrata, infine, ha una durata stimata di 4 settimane e la porta di ricarca è una USB c.

Le dimensioni sono paragonabili a quelle di una vecchia macchina da scrivere e il peso è di quasi due kg.

Software

Se l’hardware è di ottimo livello, così come la costruzione, lo stesso, purtroppo non si può dire del software. Non che sia concepito male, anzi. Però, sono presenti alcuni difetti che a volte rendono complesso e non soddisfacente utilizzare la tastiera. In particolare, ho trovato molto fastidioso un completo freeze del sistema che in maniera randomica compare quando la si utilizza per diverso tempo senza pause. Blocco che costringe a riavviare la macchina col rischio di perdere tutto ciò che è stato scritto.

Un altro aspetto, poi, non troppo appagante è il ritardo fra la digitazione e l’apparizione del testo sullo schermo. Ma questo è dovuto alla tecnologia e-ink e non mi sento di farne una colpa dell’azienda.

Per quanto riguarda, invece, gli aspetti smart ho trovato il tutto molto comodo. In pratica, ciò che viene digitato è automaticamente caricato su servizi cloud, da Google Drive a Dropbox. Con possibilità di scelta fra tre diverse cartelle. Il tutto è gestito dalla piattaforma postbox che fa il suo dover egregiamente.

Prezzo

Astrohaus è una azienda piccola, e Freewrite è un oggetto molto particolare. Che definire di nicchia è forse riduttivo. Ne conseguono, quindi, costi alti di produzione per l’azienda e, per noi, un prezzo molto salato.

500 dollari escluse spese di spedizione, tasse e dazi vista l’origine USA.

 

Conclusioni

500 dollari sono tanti, se consideriamo Freewrite solo in base alla sua funzione principale: farci scrivere. Ma assumono un significato e un peso diverso se si pensa al lavoro e alla precisione con la quale è realizzata. E ancor di più se si pensa a ciò che rappresenta, o può rappresentare per chi la acquista.

Se vi piace scrivere, volete fortemente una tastiera meccanica che sia diversa, unica e che possa aiutarvi a realizzare le vostre personalissime velleità, allora prendete Freewrite senza pensarci.

Se però non fate parte di questa categoria, allora ci sono due soluzioni: utilizzare il vostro computer con un software di scrittura privo di distrazioni – penso a focuswriter o sprinter che è disponibile col servizio postbox – oppure abbinare al vostro dispositivo preferito una bella tastiera meccanica.

Vi lascio il link per l’acquisto.

Qui, invece, trovate la pagina del nuovo modello attualmente in cerca di fondi su indiegogo.

Low-key

La prima versione di questa recensione è stata scritta interamente su freewrite, utilizzando il processo creativo su cui lei stessa si basa.

In Evidenza