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Recensione Pocophone F1

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Da qualche settimana sto provando Pocophone F1, il primo smartphone del brand nato dal colosso Xiaomi. Alla base di questo dispositivo ci sono specifiche da top di gamma offerte ad un prezzo di 300 euro.

Dato che su questo device si aprono diverse questioni ho deciso di dividere il discorso su di lui in due parti. Questo primo articolo sarà una recensione classica di Pocophone. Che nel complesso è un buon dispositivo, anche se non a livello dei Top usciti nello stesso periodo.

Ad ogni modo, cominciamo.

Specifiche Tecniche

Per parlare di Pocophone non si può che cominciare da loro: le care specs. Larga parte dell’attenzione ricevuta da questo smartphone, infatti, viene proprio dalle specifiche tecniche. Da quello che si nasconde sotto il cofano.

A muovere Pocophone troviamo uno Snapdragon 845, 6GB di RAM, 64 o 128GB di memoria interna e 4000mAh di batteria integrata.

Non mancano poi due fotocamere posteriori – di cui entrerò nei dettagli più avanti – sensore di impronte posteriore e jack per le cuffie.

Il display, infine, è una unità da 6,2” con risoluzione Full HD+ e un bellissimo notch.

Una scheda tecnica di assoluto livello per Pocophone, che – almeno sulla carta – lo rende un vero top di gamma.

Al banco, le prestazioni di questi componenti sono eccellenti. L’unione fra processore e RAM rendono Pocophone una vera F1 in termini di pura velocità.

Anche la batteria, unita al display IPS e non eccessivamente definito, offre buoni risultati con autonomia che – pur variando rispetto all’uso – riesce a portare il telefono a fine giornata. Pienamente supportato lo standard Quick Charge 3.0 per la carica veloce in caso riusciste a scaricarlo prima.

Design

Passiamo adesso al design.

Se le specifiche sono da vero top, lo stesso non si può dire per il design. L’intera scocca è realizzata in plastica, che pur premiando la durabilità del dispositivo, lo rende non molto attraente. Le linee, poi, non sono nemmeno ricercate o innovative.

Sul retro troviamo un vero e proprio semaforo che racchiude la doppia camera e il lettore di impronte. A lato il doppio flash led e in basso, invece, il logo POCOPHONE.

Ancora meno attraente, poi, il fronte del dispositivo. Il display è ampio, ma larga parte dello spazio è occupata da un imponente notch, che racchiude sensori e fotocamere, e da un chin – mento – che prende molto spazio nella sezione inferiore.

Il display, inoltre, ha angoli molto arrotondati che rubano ancora più spazio all’interfaccia, ma che a modo loro possono essere piacevoli.

Tutti i tasti – due del volume, più sleep – si trovano nella parte destra: una soluzione che rende un po’ confuso il loro utilizzo. Insomma, non si becca mai al primo colpo quello giusto. Sulla parte sinistra, invece, il carrellino per SIM e Scheda SD. È possibile utilizzare due SIM oppure una SIM in abbinata ad una SD.

Sul fondo, per finire, abbiamo una porta USB C contornata dai fori per lo speaker e i microfoni. Entrambi di qualità non eccelsa. Il volume è basso e poco definito, e nemmeno la capsula auricolare con funzione speaker riesce a migliorare la situazione… Meglio usare delle belle cuffie. Anche con jack, visto che sì: Pocophone ha questo ingresso.

Software

Messo da parte un design non eccezionale, passiamo all’aspetto che più mi è piaciuto di Pocophone: il software.

Comincio subito col dire che questa MIUI rappresenta una delle versioni più complete in termini di features di Android. Che si tratti di gestione della batteria o delle prestazioni; di multi-screen o PiP; o di qualisasi altra diavoleria abbiate bisogno, beh, lei ce l’ha. E grazie alla grande potenza di Pocophone, sarete in grado di fare tutto in maniera veloce e quasi sempre reattiva.

Quasi sempre, però, perché il software non è perfetto e qualche lag o rallentamento lo si incontra spesso. Ma nell’utilizzo generale i risultati sono buoni. In particolare lato processore e RAM. Quasi tutte le app rimarranno in esecuzione in background e i giochi girano al massimo senza particolari problemi.

Una nota davvero positiva, poi, riguarda gli aggiornamenti. Nel corso di questi giorni ho ricevuto, infatti, almeno 3 aggiornamenti fra cui la MIUI 10 con Android 9.0. Che ha portato numerose novità in particolare nel software della fotocamera. Che è migliorata molto rispetto ai primi utilizzi.

Fotocamera

 

Passiamo, allora, alla camera. Come dicevo, nel corso della prova questo Pocophone ha ricevuto l’aggiornamento alla MIUI 10 con Android Pie. Ecco, se all’inizio il mio giudizio sulla camera era tutto sommato negativo, questo aggiornamento ha migliorato le cose portandolo alla sufficienza con foto anche interessanti in condizioni di buona luce.

Partiamo dagli aspetti tecnici. Pocophone è dotato di quattro camere: due anteriori e due posteriori.

Quelle posteriori hanno aperture focali diverse e diversi megapixel: rispettivamente f/1.9 con 12 mpx e f/2.0 con 5 mpx.

I risultati della camera, come accennato, dipendono molto dal software. E in questo caso Xiaomi non si è risparmiata. Le funzioni sono tantissime: slowmotion, riconoscimento delle scene con IA, HDR, video fino 4K a 30fps, modalità notte e ritratto, foto panorama. Non mancano, poi, le classiche funzioni bellezza, tipiche dei brand asiatici, ma che – onestamente – trovo orribili.

In condizioni di buona luce le foto risultano godibili, con un algoritmo di HDR aggressivo ma che aiuta nel complesso. Nel caso delle foto con poca luce, invece, Pocophone mostra molte lacune. Le foto non sono quasi mai soddisfacenti e solo la modalità notte e una mano molto ferma riescono a migliorare le cose.

Una fotocamera, quindi, non eccezionale ma capace di regalare qualche soddisfazione.

Ecco alcune foto scattate in varie condizoni di luce e con diverse modalità.

Prezzo e conclusioni

Veniamo, infine, al prezzo. L’aspetto che più di tutti sposta il giudizio su Pocophone. 300 euro su Amazon per la versione 6GB RAM e 64GB di ROM.

Questo posizionamento, unito alle sue prestazioni, lo rendono il miglior smartphone che possiate comprare in quella fascia di prezzo.

Perché, nonostante la scheda tecnica e le numerose funzioni offerte, Pocophone non è un top di gamma, ma un buon dispositivo.

Un vorrei ma non posso, ma nell’accezione più positiva possibile del termine. Perché questo suo voler essere un top di gamma, lo porta ad avere una serie di caratteristiche e funzioni altrimenti introvabili su uno smartphone da 300 euro. E anche se poi tutte queste caratteristiche e funzioni non sono perfette, preferisco che ci siano. Della serie: per quel prezzo, cara Xiaomi, metti tutto quello che vuoi, poco importa se poi alcune cose vanno così così. 

Quindi, se siete alla ricerca di un telefono veloce, performante e pieno di chicche software ma senza spendere una cifra assurda, Pocophone F1 è perfetto. Se invece state pensando di poter fregare il sistema comprando un telefono che per 300 euro è uguale ad uno di più di 1000, allora rimarrete molto delusi.

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