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Star Trek Beyond – Recensione del Film

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TRAMA

Star Trek Beyond porta i nostri protagonisti fino ai confini dello spazio.

Di ritorno da una missione quinquennale alla ricerca di nuove forme di vita, il capitano Kirk e l’equipaggio dell’Enterprise si ritroverà ben presto a dover affrontare un nuovo, pericoloso nemico.

I nostri eroi dovranno quindi cercare di salvare non solo loro stessi, ma anche l’intera razza umana.

 

COMMENTO

La nuova saga di Star Trek è stata accolta dalla critica e dal pubblico con pareri molto discordanti: chi esaltava la capacità di osare di J.J. Abrams, e chi, invece, lo accusava di aver snaturato completamente una delle serie di fantascienza più amate di sempre, trasformandola in un qualcosa di più vicino ad uno Star Wars od ad un videogioco.

In questo senso, Star Trek Beyond rappresenta un drastico cambio di rotta: Justin Lin, il nuovo regista, ha voluto dare una direzione diversa alla saga, puntando tutto sull’interazione tra i vari personaggi.

Il risultato finale sarà all’altezza delle aspettative? Scopritelo insieme a noi.

Il film inizia in maniera diversa dagli altri capitoli: niente battaglie spaziali o inseguimenti pericolosi in un pianeta estraneo.

La sequenza di apertura di Beyond riprende proprio da dove era finito Into Darkness, con l’Enterprise di ritorno dalla missione quinquennale nello spazio, cui obiettivo era quello di trovare nuove forme di vita.

Un primo piano viene fatto sull’equipaggio, mostrandoci come una missione così lunga abbia influenzato in maniera drastica i rapporti tra i vari membri, rafforzandone alcuni, distruggendone altri, e creandone di nuovi.

E’ infatti questo l’aspetto sul quale Star Trek Beyond cerca di far leva: nei capitoli precedenti, i principali protagonisti erano per lo più Kirk e Spock, dando poco spazio agli altri comprimari.

Qui, invece, si è cercato di coinvolgere di più l’intero cast, abbandonando da un lato le sequenze ambientate nello spazio, ma rafforzando, dall’altro, quelle “a terra”. A cosa è servito ciò? Ad aumentare il numero di situazioni nelle quali i vari personaggi si son ritrovati, portandoli a collaborare di più tra di loro, giovando sia ai dialoghi, sia, soprattutto, alla recitazione in generale.

Le musiche, inoltre, riescono ad amalgamarsi molto bene in quasi ogni situazione, aiutando nel contempo a mantenere alta l’attenzione dello spettatore.

Grazie a queste caratteristiche, anche i momenti più calmi possono essere visti con tranquillità, senza quella sensazione di voler saltare quella determinata scena come se stessimo guardando un film in DVD.

E che dire di Jaylah, la misteriosa ragazza con la quale dovranno interagire Kirk e compagnia? Il personaggio si presenta con un background interessante, con una storia piuttosto ben riuscita ed un carisma non di poco conto. Lo spazio che le hanno riservato in Beyond è considerevole, ma possiamo affermare senza esitazioni che è stata un’aggiunta gradita.

Star Trek Beyond non è, però, privo di difetti: il lungometraggio ha perso molto in originalità. Nel corso di tutta la sua durata, abbiamo notato come certe scene fossero state quasi copiate da altre pellicole, primi fra tutti Matrix. Persino il villain è molto simile a quello visto in X-Men Apocalisse, tanto nell’aspetto quanto in altre particolarità.

Le somiglianze, però, non si fermano qui: i gamer più appassionati avranno sicuramente notato come Yorktown avesse dei tratti simili a quelli della Cittadella di Mass Effect.

Star Trek Beyond si presenta, in ogni caso, come un film godibilissimo, in grado di regalare momenti di assoluta spettacolarità, abbinati ad una sceneggiatura che riesce a mantenere il passo.

Un capitolo che, rispetto ai precedenti, riesce davvero a mettere le basi per una narrazione sempre più fedele al materiale originale, optando per un approccio che esalta di più la recitazione rispetto agli effetti speciali.