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Wolfenstein 2: The New Colossus – Recensione Ps4

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Wolfenstein 2: The New Colossus è il seguito diretto del primo capitolo uscito nel 2014, intitolato The New Order.

Grazie a tutta una serie di particolarità legate al gameplay ed alla storia, il titolo era riuscito a catturare l’attenzione di pubblico e critica, riuscendo a piazzarsi tra i giochi più venduti del 2014.

The New Colossus punta a fare la stessa cosa, con gli sviluppatori che si sono dedicati solo ed esclusivamente alla modalità singolo giocatore, senza inserirne una multigiocatore. Una scelta che al giorno d’oggi sembra molto azzardata, ma che qualche anno fa si rivelò essere una carta vincente.

Riuscirà The New Colossus a superare il suo predecessore? Scopritelo nella nostra recensione!

 

Terror Billy è tornato

The New Colossus riprende proprio da dove era finito il primo capitolo. Dopo aver ucciso Wilhelm Strasse, il nostro B.J.si ritrova vivo quasi per miracolo. Risvegliatosi nel sottomarino della resistenza, come se non bastasse viene braccato da Frau Engel, la quale cova un odio molto profondo per il nostro protagonista. Messo alle strette, Blazkowicz si ritroverà a dover compiere delle scelte che si ripercuoteranno per una buona parte del gioco.

Raccontarvi altro ricadrebbe nello spoiler, quindi ci limiteremo a dirvi solo lo stretto necessario.

Proprio come nel predecessore, la storia del gioco viene raccontata non solo attraverso dossier, dialoghi in-game ed altre aggiunte, ma anche e soprattutto tramite le cutscenes. Presenti in grandi quantità, sono in grado di stupire grazie alla maestria non solo degli sviluppatori nel creare un mondo fittizio ed allo stesso tempo credibile, ma anche dei doppiatori. Sotto questo ultimo aspetto, in Italia è stato svolto un lavoro eccezionale. Le voci sono le stesse viste in The New Order, e riescono a dare vita ad ogni singolo individuo. Se a questo aggiungiamo delle scene d’intermezzo che non hanno nulla da invidiare ad un film vero e proprio, The New Colossus porta la cinematica nei videogiochi ad un livello superiore.

Per quanto riguarda la trama in sé, essa è un po’ come una strada di montagna: imprevedibile, con continui tornanti, salite e discese. Una storia piena di colpi di scena e momenti di pura azione, che lascia spazio anche al sentimentalismo e persino all’amore. Matura come poche, la trama di questo seguito introduce tutta una serie di nuove personaggi che non verranno messi da parte dopo le prime ore di gioco. Al contrario, a loro verranno dedicate diverse sezioni, le quali ci aiuteranno a capire meglio cosa spinge ognuno di loro a continuare a combattere. Per non parlare dello stesso Blazkowicz, al quale verrà dedicata un’intera parte che ci farà scoprire il suo passato.

Wolfenstein 2 è un concentrato di emozioni che esplodono non appena l’utente ne entra a contatto, regalando un’esperienza indimenticabile che non stanca mai anche dopo tante ore di gioco.

 

Un intero arsenale a nostra disposizione

Il gameplay di questo seguito è simile a quello visto nel capitolo precedente, anche se presenta diversi miglioramenti.

Prima di tutto, gli scontri risultano molto più frenetici che in passato. I nemici sono presenti in grandi quantità e varietà, per cui rimanere fermi in un solo posto può risultare in morte certa. Per far fronte a ciò, B.J. è ora molto più agile, riuscendo a coprire lunghe distanze in poco tempo. I livelli variano molto tra di loro, permettendo di sviluppare l’azione anche in verticale. I nazisti, infatti, cercheranno di aggirarvi in ogni modo possibile, sfruttando coperture, postazioni fisse, lanciandovi granate e molto altro. E’ anche questo aspetto che spinge l’utente a cambiare continuamente posizione. Insieme, chiaramente, ad un’intelligenza artificiale di primissimo ordine. I nemici, poi, sono presenti in innumerevoli salse: dai soldati semplici, a quelli più corazzati, passando per droni, cani, vere e proprie bestie robotiche da guerra, supersoldati, ecc. Insomma, tutta una serie di avversari tosti che non ci lasceranno prendere fiato nemmeno un secondo.

A venirci in aiuto ci saranno, però, le armi presenti in Wolfenstein 2. Fucili a pompa, d’assalto, pistole, mitragliatrici pesanti, armi laser. Se confrontate con altri sparatutto, il loro numero è abbastanza limitato. Qualche variante in più avrebbe reso gli scontri ancora più variegati. Ad ogni modo, ognuna di queste armi presenta dei potenziamenti che possono consistere in silenziatori, modifiche alla portata, aumento del danno e così via. Un’aggiunta gradita che permette di ovviare al problema della ripetitività di questi oggetti.

La novità principale rispetto al primo capitolo è la possibilità di imbracciare due armi differenti. Quindi, in una mano potremo avere una mitragliatrice, mentre nell’altra un fucile a pompa, oppure una pistola con silenziatore. In questo seguito è stata infatti mantenuta la possibilità di avere un approccio stealth nei livelli. In alcune sezioni sono presenti dei comandanti che, se allertati, chiameranno rinforzi con relative conseguenze. Ecco quindi perché questo aspetto è importante. In questo modo, se le cose non dovessero andare come previsto, si può passare subito al piano di riserva. Una buona libertà d’azione che viene spesso sottovalutata in altri sparatutto.

 

Realtà o finzione?

A livello tecnico Wolfenstein 2 si attesta su livelli altissimi.

Il gioco è una gioia per gli occhi: i modelli poligonali dei personaggi presentano una cura al dettaglio incredibile. Le animazioni sono fluide e mai macchinose. E’ possibile notare questo soprattutto nei personaggi secondari, sia nemici che alleati, i quali reagiscono in maniera credibile ai colpi inferti da esplosioni o proiettili. Spettacolari, poi, le esecuzioni eseguibili tramite il corpo a corpo, con arti tagliati di netto e tanto sangue in stile Wolfenstein.

La cura nei dettagli continua anche nelle ambientazioni. Coperture distruttibili, buona interazione con l’ambiente, pozzanghere, veicoli distruttibili: tutti elementi che mettono a dura prova l’id Tech 6, lo stesso motore grafico di DOOM. Nelle situazioni più concitate è possibile notare un leggero calo di frame, che tuttavia non intacca in alcun modo la giocabilità, grazie anche all’utilizzo del motion blur.

Ombre e luci dinamiche aiutano a rafforzare l’immersione tra l’utente e Blazkowicz. Una particolarità che abbiamo molto gradito è stata l’interazione con l’acqua. In The New Colossus ci sono diverse missioni in cui dovremo immergerci o dove comunque l’acqua è presente in grande quantità. Questo aspetto viene molto spesso tralasciato, con l’unica eccezione costituita dal lontano Resistance 2, il quale, sebbene in pochi momenti, presentava una fisica complessa e realistica dei liquidi. Il corpo del personaggio, infatti, aveva un impatto sul flusso dell’acqua, permettendo di modificarne la struttura a seconda delle azioni compiute. Bene, in Wolfenstein 2 è possibile trovare un simile particolare. Piccole cose che, se unite insieme alle altre, sono in grado di fare la differenza.

Ottimi poi gli effetti audio e particellari. Il modo in cui i proiettili rimbalzano su una superficie rispetto ad un’altra aiuta il giocatore a percepire la distanza che lo separa da una determinata posizione piuttosto che da un nemico.

Un lavoro di ottimizzazione, quello fatto dai ragazzi di MachineGames, senza eguali. Se proprio volessimo trovare un difetto, l’aliasing a volte risulta evidente. Non troppo da dare fastidio, ma comunque si nota.

 

Un viaggio lungo

L’avventura di Wolfenstein 2 dura intorno alle 10 ore. I livelli sono tanti, e si completano nel giro di una ventina di minuti circa. Questo permette alla trama di progredire in maniera lineare ed allo stesso tempo veloce.

Come nel primo capitolo, avremo la possibilità, tra una missione e l’altra, di girovagare nel sottomarino della resistenza. Qui potremo dilettarci in alcuni mini eventi come il percorso di addestramento, parlare con i membri dell’equipaggio, giocare a Wolfenstein 3D (sta volta sottoforma di cabinato e non più di sogno come in The New Order) ed altre piccole attività. Di tanto in tanto i componenti del nostro gruppo ci daranno delle missioni secondarie da svolgere all’interno dello U-Boat oppure nel corso delle missioni.

Vere e proprie missioni secondarie saranno invece quelle in cui dovremo dare la caccia ai comandanti nazisti. Dovremo prima di tutto scoprire la loro posizione utilizzando la macchina enigma e risolvendo dei puzzle. Una volta compiuta questa operazione, potremo impostare la rotta per la zona in cui si trova il nostro bersaglio.

Tanti, poi, i collezionabili da trovare in giro per la mappa. Dossier, giocattoli, carte, e molto altro ci aiuteranno a comprendere meglio la storia di questo mondo alternativo.

 

Un’esperienza indimenticabile

Wolfenstein 2 è un’esperienza che non ha eguali.

Una trama matura ed avvincente riesce a tenere il giocatore incollato allo schermo per tutta la sua durata. Il gameplay frenetico permette varie approcci, permettendoci di rifare più e più volte lo stesso livello senza mai stancarci. Se a questo aggiungiamo un comparto tecnico incredibile, un livello di sfida alto grazie ad un’IA capace di farci sudare freddo, ed una varietà generale molto buona, The New Colossus si rivela essere uno dei migliori FPS di quest’anno.

Un gioco dunque consigliatissimo sia agli amanti del genere, sia a chi è alla ricerca di qualcosa di diverso dai soliti sparatutto odierni.

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